Siris

Chiesa di San Vincenzo

Ubicata nella periferia settentrionale ed oggetto di recenti restauri, la piccola chiesa sorge in un’area ricca di emergenze archeologiche romane. Frammenti di colonne e architravi giacciono in prossimità….

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…del monumento. E’ difficile ipotizzare la datazione precisa dell’edificio, realizzato con opere miste di arenaria gialla. La tessitura muraria della facciata, a doppio spiovente, tradisce la memoria di un porticato rimosso in epoca imprecisata; ipotesi confermata dal pancale addossato alla parete d’ingresso. L’edificio assunse la fisionomia caratteristica dei santuari campestri, assai diffusi nell’entroterra sardo. Anche il campanile a vela, soprastante l’ingresso, rientra nel medesimo piano di adattamento del nucleo preesistente, attuato, verosimilmente, nel ‘600.
Una successione di contrafforti, lungo la parete nord, contrasta la spinta della copertura lignea. Si osservano alcuni accorgimenti costruttivi di buona perizia, come i rinforzi angolari, composti da blocchi squadrati, e la cornice attorno al portale, impreziosita da dentelli. Il campanile a vela, soprastante l’ingresso, non è coevo alle murature antiche della chiesa.

Parrocchiale di San Sebastiano

Nel 1958, l’ingegnere oristanese Carlo Cherchi ridisegnò la chiesa principale di Siris, secondo un progetto vagamente ispirato alla chiesa domenicana di Cagliari, concepita, quattro anni prima, dall’architetto Raffaello Fagnoni.

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Le similitudini riguardano il terminale superiore inflesso e la porzione sommitale della facciata, caratterizzata da una pseudo-loggia con esili setti murari trasversi, tra i quali si aprono le finestre. La matericità della pietra arenaria qualifica l’immagine del prospetto, sul quale si apre un unico ampio portale. Sul lato sinistro, in aderenza, sorge il campanile a canna quadrata, sormontato da un padiglione piramidale. I tagli e le aperture della torre richiamano, idealmente, la sagoma dei campanili romanici, di cui la Sardegna conserva interessanti esempi.
La presenza di due cappelle laterali conferisce all’aula la forma di croce poco accentuata. All’interno, sono conservati due simulacri raffiguranti sant’Antonio da Padova e san Vincenzo, e alcuni argenti preziosi; da segnalare, un turibolo cinquecentesco a forma di tempio, forgiato a Cagliari.

POLO MUSEALE MASULLAS

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...allodiale, con la prerogativa di successione anche per linea femminile e l’esercizio in sede giurisdizionale del mero et mixto imperio, che concede il potere di amministrare la giustizia sia nel civile che nel criminale.In ogni curatoria o baronia appartenente al Marchesato vengono istituite le curie baronali e sono nominati i diversi giudici. Le cause sono spesso di natura fiscale, altre riguardano fatti criminali. L’amministrazione della giustizia feudale risulta però confusa e arbitraria: curie senza archivi ordinati, personale dotato di scarsa preparazione, corruzione e connivenza con i bandos organizzati, carceri ridotte al solo ceppo e in locali molto ristretti. 
Masullas, oltre alle milizie, ospita in questi locali la curia baronale con le relative carceri.
Nel 1564, per fermare lo strapotere dei baroni nell’amministrazione della giustizia, il sovrano spagnolo Filippo II istituisce il tribunale della Reale Udienza, che giudica in appello sulle cause tra vassalli, villaggi e feudatari.
A farne parte sono letrados esperti in materie giuridiche. L’incarico più importante all’interno della magistratura è il Reggente della Reale Cancelleria, coadiuvato da altri giudici, come l’Avvocato Fiscale.
In seguito alla richiesta degli Stamenti nel Parlamento, nel 1651 viene istituita la Sala Criminale della Reale Udienza, con competenza sulle cause di natura penale.
Il ruolo che la Reale Udienza assume nel corso del periodo spagnolo non è meramente giuridico, poiché essa col tempo diventa un organo consiliare che supporta i viceré nel governo del Regno.

Info

Ex Convento dei Cappuccini
Via Cappuccini, 57
09090 MASULLAS (OR) 
Sardegna 
Italia

info@polomusealemasullas.it

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